FAQ Frequently Asked Questions


Qui trovi una lista delle domande con le risposte più frequenti che vengono fornite ai nuovi arrivati. Vedi tutte le FAQ.

Umidità

Per umidità si intende la quantità di vapore acqueo presente nell’atmosfera. Il vapore acqueo proviene dalle varie fonti d’acqua che evaporano in continuazione con trasferimento all’aria. Esistono tre situazioni diverse per definire l’umidità:

  • umidità assoluta – si indica il peso del vapore in grammi nell’unità di volume considerata espresso in metri cubi;
  • umidità specifica – si indica il rapporto tra il peso del vapore e il peso dell’aria secca, in un certo volume considerato. L’umidità specifica viene misurata in g/kg e, pertanto, risulta essere poco immediata e pratica nella descrizione della quantità di vapore, per ottenere il valore in percentuale è sufficiente dividere il valore per 10 (è prima necessario trasformare i grammi in kg e poi moltiplicare il tutto per 100);
  • umidità relativa – è un valore molto importante, in particolare indica il rapporto in percentuale tra la quantità di vapore contenuto da un certo volume d’aria e la quantità massima di vapore (saturazione) che lo stesso identico volume d’aria può contenere alle stesse condizioni di temperatura e pressione.

La determinazione della quantità di vapore d’acqua contenuta nell’aria è di fondamentale importanza sia per gli esseri viventi sia anche per il mantenimento, immagazzinamento di prodotti o materiali. La % di vapore acqueo contenuta nell’aria è inoltre di fondamentale importanza per una grande quantità di processi di produzione o trasformazione di materiali sensibili.

Lo stato di conservazione di molte sostanze dipende dalla presenza di quantità più o meno grandi di vapore nell’ambiente; come noto anche il benessere delle persone e degli animali dipendono dalla quantità di vapore presente nell’aria.

Per detti processi può essere necessario conoscere l’umidità assoluta, oppure l’umidità relativa, definita come il rapporto fra la massa di vapor d’acqua esistente in un certo volume dell’ambiente e la massa che dovrebbe esservi, nelle stesse condizioni, perché il vapore risultasse saturo.

  • Danni estetici: Macchie ed aloni di umidità, muffe, scrostamento di tinteggiature, efflorescenze saline.
  • Danni alla salute: L’eccesso di umidità nell’ambiente e le muffe sui muri provocano patologie respiratorie ed allergie croniche.
  • Danni economici: Costi di riscaldamento eccessivi, continuo rifacimento degli intonaci, mobili rovinati, ecc.

Deumidificatori

Preferire un modello di deumidificatore piuttosto che un altro, una volta individuata la tipologia che fa al caso vostro, dipende da diverse variabili: dalle dimensioni delle stanze che si devono deumidificare, dal tipo di arredamento presente all’interno, dalla temperatura media dell’aria. [richiedi un preventivo]

I deumidificatori sono apparecchi a ciclo frigorifero il cui funzionamento si basa sul principio fisico per cui l’aria, quando viene a contatto di una superficie fredda, la bagna cedendo umidità sotto forma di gocce di condensa. In pratica una macchina frigorifera mantiene freddo un serpentino attraverso il quale viene fatta passare l’aria che si raffredda e deumidifica. Successivamente passando attraverso uno scambiatore di calore caldo l’aria si riscalda per tornare in ambiente deumidificata ed a temperatura leggermente superiore a quella iniziale. L’aria viene aspirata dalla parte posteriore dell’apparecchio, attraversa nell’ordine il filtro depolveratore, il serpentino freddo di alluminio (evaporatore), lo scambiatore caldo (condensatore). Successivamente il ventilatore espelle l’aria attraverso la griglia frontale reimmettendola nell’ambiente.

L’acqua condensata viene raccolta in una tanica. Un microinterruttore arresta l’apparecchio quando il livello dell’acqua nella tanica raggiunge un opportuno livello provocando il sollevamento del galleggiante. L’umidostato consente il funzionamento del deumidificatore quando l’umidità in ambiente è più elevata del livello impostato. L’umidostato attiva e disattiva il funzionamento dell’unità, a seconda del valore impostato. Una scheda elettronica gestisce lo sbrinamento ed impedisce dannose partenze ravvicinate del compressore ritardandone l’avviamento.

Si, i deumidificatori Tencoklima sono tutti predisposti per lo scarico diretto della condensa. [scopri di più sui ns. deumidificatori]

È importante fare proprie alcune regole generali per mantenere correttamente nel tempo il proprio deumidificatore. I filtri devono essere puliti con una certa frequenza, rispettando le indicazioni del produttore. Ogni tipo di operazione di pulizia va fatta, ovviamente, ad apparecchio spento e spina non inserita. Verificare le dimensioni dei filtri rispetto al deumidificatore: maggiori sono le dimensioni, migliori saranno le prestazioni. L’apparecchio non deve mai essere posizionato in modo tale da compromettere il riciclo dell’aria. Per ridurre e limitare costi economici e i consumi, andrebbero chiuse le porte e le finestre del locale da deumidificare: l’elettrodomestico infatti agirà più velocemente. Il deumidificatore non deve mai essere messo a contatto o nelle vicinanze di superfici calde, come ad esempio termosifoni o stufe, e deve essere posizionato in modo da essere perfettamente stabile. Nel caso in cui il vostro apparecchio non sarà utilizzato per un tempo, si dovrà provvedere a pulire il filtro e la tanica in cui viene accumulata la condensa, dopodiché sarà bene coprire il deumidificatore per proteggerlo dalla polvere e, infine, riporlo in un luogo fresco.

Barriere d'aria

La scelta di una barriera a lama d’aria deve sempre essere effettuata da un tecnico competente che sia a conoscenza delle effettive condizioni ambientali di installazione. Le porte a lama d’aria riescono, se ben dimensionate, a isolare due diversi ambienti e ad impedirne o comunque limitare le dispersioni di fresco o caldo. Per una protezione adeguata, la barriera deve essere più larga della porta di almeno 10 cm, specialmente per i modelli con motore laterale. Occorre quindi tenere conto del vento, dell’eventuale presenza di aspiratori all’interno dell’ambiente, trombe di scale che provocano effetto camino, ecc… [dimensionamento gratuito barriere d’aria]

Negli edifici adibiti ad attività commerciali ed industriali, le cui porte di ingresso vengono molto spesso aperte/chiuse, è necessario limitare l’afflusso indesiderato di aria fredda durante il periodo invernale. Allo stesso modo, se l’edificio è climatizzato, è opportuno proteggerlo durante il periodo estivo contro l’entrata di aria calda. Una porta a lama d’aria, se ben dimensionata, può ridurre i consumi dovuti all’apertura delle porte dal 75% all’85%. I corrispondenti costi operativi sono rappresentati dal consumo di energia dei ventilatori e dalla quota dispersa del calore prodotto dal riscaldatore (se presente), valutabile dal 15% al 25%. Se, basandoci su questi parametri, calcoliamo i costi e i risparmi conseguenti all’uso di una barriera d’aria, nella maggioranza dei casi il tempo di ritorno dell’investimento va da 1 a 3 anni.